Natura

Alla scoperta del Parco della Maremma

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Il Parco della Maremma, affacciato sul Mar Tirreno e sul meraviglioso Parco dell'Arcipelago toscano, si estende per 25 km con una catena di colline che discendono verso il mare, spiagge sabbiose e alte scogliere, circondato da paludi, pinete, campi coltivati e pascoli. Tra i profumi intensi di erbe aromatiche, bacche colorate e richiami degli animali, il Parco accoglie il visitatore mostrando il suo lato dolce e, allo stesso tempo, selvaggio. Un contrasto di elementi che risveglia e libera il piacere di sentirsi in un paradiso ritrovato. 

Un'occasione per "rimettere le lancette dell'orologio", accordandole con i tempi dell'anima. 

Per altre informazioni visita il sito: www.parco-maremma.it


Parco Nazionale Arcipelago Toscano

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Tra la Corsica e la Toscana, una costellazione di splendide isole interrompe il profondo blu del Tirreno. Montuose, selvagge, dolci o aspre, le sette stelle sono unite da una storia geologica remota che trae origine dai sussulti della giovane Terra. Sotto il segno del Parco Nazionale sono così riunite la piccola Gorgona, la splendida Capraia, la grande Elba, la bianchissima Pianosa, l'irraggiungibile Montecristo, il Giglio profumato e il suo gioiello Giannutri. Tutt'attorno 60 mila ettari d'acqua del Parco marino più grande d'Europa custodiscono i delfini e le balene del meraviglioso Santuario dei Cetacei.

Per altre informazioni visita il sito: www.islepark.it

Parco Nazionale Colline Metallifere

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Per conservare, valorizzare e non disperdere la storia di luoghi uniti da un passato ricco di attività minerarie è stato istituito il Parco Nazionale della Colline Metallifere (TUSCAN MINING GEOPARK) in possesso di caratteristiche che lo rendono unico rispetto ai luoghi circostanti. Il Parco si estende nel territorio di ben sette Comuni Grossetani: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Scarlino. In ognuno di questi comuni sono sorti luoghi detti “Porte del Parco” dove viene promossa la conoscenza del mondo minerario, del paesaggio, della storia delle attività estrattive e soprattutto dell'identità del territorio delle Colline Metallifere Grossetane, un vero tesoro della Maremma.

Per altre informazioni visita il sito: www.parcocollinemetallifere.it

Oasi e riserve

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Riserva naturale provinciale Monte Labbro
Dal Monte Labbro, situato sul lato sud-ovest del Monte Amiata, possiamo ammirare paesaggi di infinita bellezza che variano dalla montagna al mare. I panorami  sono caratterizzati da infinite praterie con specie erbacee e arbustive dalle quali emergono rocce calcaree, bianche fratturate e spoglie.
La fauna presente è composta da molte specie di rara reperibilità tra le quali: il gatto selvatico, la puzzola, la faina, il tasso e la martora; in primavera ed estate è possibile la fioritura delle numerose varietà piante erbacee tre le quali numerose qualità di orchidee spontanee, inoltre è presente un enorme quantità di farfalle.
Sulla cima del monte sorgono degli edifici risalenti al movimento socio religioso giurisdavidico, tuttora esistente, fondato da David Lazzaretti all'indomani dell'unità di Italia.
Riserva naturale Torrente Farma
La riserva naturale del torrente Farma comprende circa 1500 ettari di valli e colline caratterizzate da boschi, piccoli spazi coltivi e appezzamenti destinati al pascolo. Al centro dell'area, su un crinale che divide il torrente Farma dal fosso Lanzo, si trova il castello e la fattoria del Belagaio. Dal punto di vista della vegetazione si riscontrano formazioni varie e significative, sia come specie che come sviluppo morfologico. Vanno inserite tra le rarità botaniche la betulla e il tasso. Le emergenze floristiche sono rappresentate da specie endemiche come la Digitale e la Santolina. Tra le specie rare o al limite della zona si rilevano il e il Brugo. Da sottolineare, infine, la notevole presenza del Lupinus grecus, specie di recente acquisizione nella flora italiana.
Numerose anche le emergenze faunistiche che fanno del Farma un'area unica in Italia. Tra i mammiferi è da segnalare la presenza della Lontra e il Ferro di cavallo maggiore e minore. Ma sono presenti anche altri animali protetti come la Martora, la Puzzola e il Gatto selvatico. Poco distante dal castello del Belagaio, in prossimità della riva destra del fiume, c'è un piccolo laghetto naturale chiamato "Stagno della Troscia"; costituisce l'habitat ideale del Tritone alpestre.
Parco interprovinciale di Montioni
Il Parco ha una estensione di circa 7000 ettari e raggiunge l'altezza massima di 300 metri (Poggio al Checco). Il territorio è caratterizzato dalla presenza di testimonianze storiche ed artistiche: dai resti degli insediamenti protostorici, a quelli etruschi e romani cui si sovrappongono edifici medioevali come la Pievaccia, i ruderi del Castello di Montioni Vecchio, le Terme di Montioni e varie testimonianze di archeologia medioevale come le cave di allume. All'interno del perimetro del Parco si trova la Riserva naturale statale di Poggio Tre Cancelli. I colli del Parco di Montioni sono ricoperti da una fitta vegetazione autoctona. Tipico è il bosco di sclerofille sempreverdi, dove prevale il leccio, misto talvolta a caducifoglie. Frequenti anche aree precedentemente coltivate ed oggi colonizzate da nuove specie vegetali in via di sviluppo (gariga e macchia bassa). Una terza tipologia è costituita dai rimboschimenti di conifere. La fauna è rappresentata da varie specie selvatiche tipiche della Maremma. Abbondano le ornitiche, gli insetti e ungulati come il capriolo e il cinghiale.
Oasi di protezione faunistica padule e costiere di Scarlino
L’Oasi di protezione faunistica del Padule e Costiere di Scarlino comprende soprattutto terreni di proprietà pubblica per una superficie complessiva di oltre mille ettari racchiusi in questi confini: a nord il mare, il canale industriale Solmine e il fiume Pecora; ad est padule di Scarlino, fattoria del Casone e Statale 322 delle Collacchie; a sud la strada vicinale di Torre Civette e il mare; a ovest la costa. Le Costiere sono un’area boscata e agraria adiacente ad una zona paludosa. Qui vivono alcune specie minacciate come il tarabuso (Botaurus stellaris), il falco di palude (Circus aeroginosus) e il forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon). Il sito ospita inoltre interessanti presenze nidificanti come la Cannaiola, Pendolino, Poiana, Gheppio, Upupa, Civetta, Torcicollo e Allodola. Per ciò che concerne l'avifauna svernante occorre ricordare l'Albanella reale, l'Oca selvatica, le anatre di superficie, Fenicottero e Beccaccino. Il padule di Scarlino, per le proprie caratteristiche ecostazionali, è considerato ad alta vocazione faunistica, soprattutto per alcune specie di anatre di superficie come il Germano reale, l’Alzavola, la Marzaiola, il Fischione; e per i rallidi. Tra gli insetti da segnalare la Callimorpha quadripuncatata. L’area boscata è costituita da estesi forteti, ma anche da caducifoglie e castagneti da frutto.
Riserva naturale provinciale della Diaccia Botrona
La diaccia Botrona si estende per circa mille ettari ed è considerata l'area umida più importante di Italia. Istituita nel 1996 è ciò che rimane del lago Prile prosciugato nel XIX secolo. Percepita in passato come una grossa minaccia a causa della malaria, oggi viene considerata una raro e significativo ecosistema, che ospita numerose specie di microrganismi sia vegetali che animali. Le formazioni vegetali presenti sono caratterizzate da salicornieto che occupa il lato ovest e dal limoneto. Ci sono poi piante tipiche delle zone paludose come la cannuccia palustre, i giunchi e i carici. Nella zona sono presenti anche circa 15 specie di orchidee alcune delle quali molto interessanti per bellezza e rarità.
Un percorso multimediale consente di osservare in diretta gli animali presenti nell'area, grazie a telecamere azionabili da postazioni tecnologiche che riproducono le immagini su grandi schermi.
Riserva Naturale Statale Duna della Feniglia
La Duna della Feniglia è uno dei cordoni di terra che uniscono il Monte Argentario alla terraferma ed è delimitata da un lato dalla Laguna di Orbetello e dall'altro dal mare. È ricoperta da una secolare Pineta inframezzata da maestose querce. Vicino alla selvaggia spiaggia è presente il raro ecosistema della Duna mentre sul lato lagunare, che ospita numerose specie di uccelli, si trovano piante tipiche delle zone umide. I daini ospitati nella riserva sono facilmente avvicinabili.
Riserva naturale Trasubbie (Baccinello, Scansano)
Un’area importantissima dal punto di vista naturalistico in cui la vegetazione ripariale costituisce una delle componenti ambientali più estese ed evidenti di questo peculiare ecosistema. La struttura della vegetazione, al pari dei popolamenti animali e delle caratteristiche geomorfologiche del fiume, è legata alla mutevole dinamica delle acque, che di volta in volta invadono le zone di golena, estirpando e trasportando a valle tronchi ed arbusti. I rallentamenti del flusso d'acqua e i detriti depositati vanno a formare dei microambienti che presto vengono colonizzati da piante e animali caratteristici dei corsi d'acqua conferendo al sito delle Trasubbie un aspetto unico in tutta la regione Toscana.
Duna Castiglione della Pescaia
La duna e la pineta costiera costituiscono un ambiente di grandeimportanza, sia a livello naturalistico che nei confronti delle attivitàsocio economiche legate al turismo di un territorio. Legambiente da sempre si pone l'obiettivo di rendere la duna e la pineta, aree da tutelare garantendo allo stesso tempo la fruizione sia per i turisti che per i cittadini locali e in particolare i giovani, stimolandoli a conoscere, apprezzare, e rispettare questi ambienti meravigliosi e unici.Per questo Legambiente è promotrice del “Progetto Duna”, e assieme all'Amministrazione Provinciale di Grosseto propone un percorso che parte da un’analisi dei diversi parametri ambientali, ricerca e studio dei dati relativi all’ambiente dunale in questione e che si pone l'obiettivo della conservazione e della tutela dell'area costiera.
Cala Violina
Questa spiaggia è avvolta nella leggenda: si narra, infatti, che il suo nome derivi dalla speciale natura della sabbia, così fine e soffice da produrre una sorta di “suono di violino” quando vi si cammina a piedi nudi. Vero o no, quel che è certo è la natura della sabbia stessa, davvero finissima, oltre che bianca. Visto da lontano, se ci si allontana dalla riva di qualche bracciata a nuoto, il litorale sembra ancora più luminoso e selvaggio, forse perché circondato da una verde, rigogliosa e fitta macchia mediterranea. Lo spettacolo è incantevole, soprattutto al tramonto. Venendo da nord si arriva sul posto seguendo la statale in direzione di Follonica e poi di Punta Ala. All’altezza di Pian D’Alma si troverà un piccolo cartello di legno con il nome della spiaggia. Qui bisogna parcheggiare e percorrere a piedi circa 1,5 km tra alti lecci e macchia mediterranea.

Riserva naturale provinciale Monte Labbro

Dal Monte Labbro, situato sul lato sud-ovest del Monte Amiata, possiamo ammirare paesaggi di infinita bellezza che variano dalla montagna al mare. I panorami sono caratterizzati da infinite praterie con specie erbacee e arbustive dalle quali emergono rocce calcaree, bianche fratturate e spoglie. La fauna presente è composta da molte specie di rara reperibilità tra le quali: il gatto selvatico, la puzzola, la faina, il tasso e la martora; in primavera ed estate è possibile la fioritura delle numerose varietà piante erbacee tre le quali numerose qualità di orchidee spontanee, inoltre è presente un enorme quantità di farfalle. Sulla cima del monte sorgono degli edifici risalenti al movimento socio religioso giurisdavidico, tuttora esistente, fondato da David Lazzaretti all'indomani dell'unità di Italia.Riserva naturale Torrente FarmaLa riserva naturale del torrente Farma comprende circa 1500 ettari di valli e colline caratterizzate da boschi, piccoli spazi coltivi e appezzamenti destinati al pascolo. Al centro dell'area, su un crinale che divide il torrente Farma dal fosso Lanzo, si trova il castello e la fattoria del Belagaio. Dal punto di vista della vegetazione si riscontrano formazioni varie e significative, sia come specie che come sviluppo morfologico. Vanno inserite tra le rarità botaniche la betulla e il tasso. Le emergenze floristiche sono rappresentate da specie endemiche come la Digitale e la Santolina. Tra le specie rare o al limite della zona si rilevano il e il Brugo. Da sottolineare, infine, la notevole presenza del Lupinus grecus, specie di recente acquisizione nella flora italiana.Numerose anche le emergenze faunistiche che fanno del Farma un'area unica in Italia. Tra i mammiferi è da segnalare la presenza della Lontra e il Ferro di cavallo maggiore e minore. Ma sono presenti anche altri animali protetti come la Martora, la Puzzola e il Gatto selvatico. Poco distante dal castello del Belagaio, in prossimità della riva destra del fiume, c'è un piccolo laghetto naturale chiamato "Stagno della Troscia"; costituisce l'habitat ideale del Tritone alpestre.

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Parco interprovinciale di Montioni

Il Parco ha una estensione di circa 7000 ettari e raggiunge l'altezza massima di 300 metri (Poggio al Checco). Il territorio è caratterizzato dalla presenza di testimonianze storiche ed artistiche: dai resti degli insediamenti protostorici, a quelli etruschi e romani cui si sovrappongono edifici medioevali come la Pievaccia, i ruderi del Castello di Montioni Vecchio, le Terme di Montioni e varie testimonianze di archeologia medioevale come le cave di allume. All'interno del perimetro del Parco si trova la Riserva naturale statale di Poggio Tre Cancelli. I colli del Parco di Montioni sono ricoperti da una fitta vegetazione autoctona. Tipico è il bosco di sclerofille sempreverdi, dove prevale il leccio, misto talvolta a caducifoglie. Frequenti anche aree precedentemente coltivate ed oggi colonizzate da nuove specie vegetali in via di sviluppo (gariga e macchia bassa). Una terza tipologia è costituita dai rimboschimenti di conifere. La fauna è rappresentata da varie specie selvatiche tipiche della Maremma. Abbondano le ornitiche, gli insetti e ungulati come il capriolo e il cinghiale.

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Oasi di protezione faunistica padule e costiere di Scarlino

L’Oasi di protezione faunistica del Padule e Costiere di Scarlino comprende soprattutto terreni di proprietà pubblica per una superficie complessiva di oltre mille ettari racchiusi in questi confini: a nord il mare, il canale industriale Solmine e il fiume Pecora; ad est padule di Scarlino, fattoria del Casone e Statale 322 delle Collacchie; a sud la strada vicinale di Torre Civette e il mare; a ovest la costa. Le Costiere sono un’area boscata e agraria adiacente ad una zona paludosa. Qui vivono alcune specie minacciate come il tarabuso (Botaurus stellaris), il falco di palude (Circus aeroginosus) e il forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon). Il sito ospita inoltre interessanti presenze nidificanti come la Cannaiola, Pendolino, Poiana, Gheppio, Upupa, Civetta, Torcicollo e Allodola. Per ciò che concerne l'avifauna svernante occorre ricordare l'Albanella reale, l'Oca selvatica, le anatre di superficie, Fenicottero e Beccaccino. Il padule di Scarlino, per le proprie caratteristiche ecostazionali, è considerato ad alta vocazione faunistica, soprattutto per alcune specie di anatre di superficie come il Germano reale, l’Alzavola, la Marzaiola, il Fischione; e per i rallidi. Tra gli insetti da segnalare la Callimorpha quadripuncatata. L’area boscata è costituita da estesi forteti, ma anche da caducifoglie e castagneti da frutto.

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Riserva naturale provinciale della Diaccia Botrona

La Riserva Naturale Diaccia Botrona è una zona umida di grande importanza storica e naturalistica. Si estende per più di mille ettari, tra il comune di Castiglione della Pescaia e di Grosseto, a ridosso della Pineta del Tombolo. Considerata una delle area umide più importanti d'Italia, la riserva è stata istituita nel 1996 e rappresenta ciò che rimane del lago Prile, prosciugato nel XIX secolo. Percepita in passato come una grossa minaccia a causa della malaria, oggi viene considerata una vera e propria "banca genetica", che ospita numerose specie di vegetali e di animali. Un paradiso x i birdwatcher, infatti all'interno dell'area sono molte le specie di uccelli che si possono osservare, come il fenicottero, la gru, il tarabuso, il cavaliere d'Italia e il raro falco pescatore che qui vi nidifica. La riserva si può apprezzare attraverso escursioni a piedi, in bici e anche a bordo di un barchino. Da non perdere la visita all'interno della Casa Rossa, uno dei simboli della Maremma, dove si può effettuare un percorso multimediale, che consente di conoscere l'evoluzione storico-naturalistica dell'area e di osservare in diretta alcuni animali, grazie a telecamere posizionate nel Padule.

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Riserva naturale statale Duna della Feniglia

La Duna della Feniglia è uno dei tomboli che uniscono il Monte Argentario alla terraferma ed è delimitata da un lato dalla Laguna di Orbetello e dall'altro dal mare. La Duna è suddivisa in tre diverse strisce di vegetazione che si estendono da mare fino alla laguna. L'area è visitabile sia a piedi che in bicicletta. 

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Riserva naturale Trasubbie (Baccinello, Scansano)

La riserva nazionale Trasubbie è un'area importantissima dal punto di vista naturalistico. In questa area la vegetazione ripariale costituisce una delle componenti ambientali più estese ed evidenti di questo peculiare ecosistema. La struttura della vegetazione, al pari dei popolamenti animali e delle caratteristiche geomorfologiche del fiume, è legata alla mutevole dinamica delle acque, che di volta in volta invadono le zone di golena, estirpando e trasportando a valle tronchi ed arbusti. I rallentamenti del flusso d'acqua e i detriti depositati vanno a formare dei microambienti che vengono colonizzati da piante e animali caratteristici dei corsi d'acqua, conferendo al sito delle Trasubbie un aspetto unico in tutta la regione Toscana.

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Duna Castiglione della Pescaia

La duna e la pineta costiera costituiscono un ambiente di grande importanza, sia a livello naturalistico che nei confronti delle attività socio economiche legate al turismo di un territorio. Legambiente da sempre si pone l'obiettivo di rendere la duna e la pineta aree da tutelare, garantendo allo stesso tempo la fruizione sia per i turisti che per i cittadini locali e in particolare i giovani, stimolandoli a conoscere, apprezzare, e rispettare questi ambienti meravigliosi e unici. Per questo Legambiente è promotrice del “Progetto Duna”, e assieme all'Amministrazione Provinciale di Grosseto propone un percorso che parte da un’analisi dei diversi parametri ambientali, ricerca e studio dei dati relativi all’ambiente dunale in questione e che si pone l'obiettivo della conservazione e della tutela dell'area costiera.

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Cala Violina

Questa spiaggia è avvolta nella leggenda: si narra, infatti, che il suo nome derivi dalla speciale natura della sabbia, così fine e soffice da produrre una sorta di “suono di violino” quando vi si cammina a piedi nudi. Vero o no, quel che è certo è la natura della sabbia stessa, davvero finissima, oltre che bianca. Visto da lontano, se ci si allontana dalla riva di qualche bracciata a nuoto, il litorale sembra ancora più luminoso e selvaggio, forse perché circondato da una verde, rigogliosa e fitta macchia mediterranea. Lo spettacolo è incantevole, soprattutto al tramonto. Venendo da nord si arriva sul posto seguendo la statale in direzione di Follonica e poi di Punta Ala. All’altezza di Pian D’Alma si troverà un piccolo cartello di legno con il nome della spiaggia. Qui bisogna parcheggiare e percorrere a piedi circa 1,5 km tra alti lecci e macchia mediterranea.